|
|
|
Riprogrammazione Centraline
TORNA
INDIETRO
MTE- Engine Control Unit
Per 8 Cilindri in più di Engines
|
External Inputs :
Analog , 0 – 5 volt ( tipical use TPS , APS , MAP , AUX , FUEL Pressure ) : 4
Analog , external NTC ( tipical use WTS , ATS , OIL Temp. , FUEL Temp. ) : 2
Differential Analog , programmable as 0-1 or 0-5 Volt ( tipical use Lambda ) : 1
Analog , ECU power supply voltage : 1
Digital , ( tipical use Gear Change , Strategy On-Off , Beacon , AUX ) : 6
Pickup / Speed / Frequency , ( hall effect / inductive differential input ) : 2
Outputs :
Injector power stages , ( 4 A each , max 16 A total ) : 8
Ignition power stages , ( 6 A each , max 16 A total ) : 4
PWM power stages , ( 3 A each ) : 3
On/Off power stages , ( 3 x 0.5 A + 1 x 3 A ) : 4
Stepper Motor , ( 4 lines x 3 A ) : 1
Sensor Power Supply , ( 5 volt - 200 mA ) : 1
Sensor Power Supply , ( 12 volt – 1 A ) : 1
Comunications
Serial ( current loop ) : 1 x RS232
Engine configuration :
Fuel injection : seuquential for up to 8 cil.
Injection phase : customizable variable timing
Ignition : integral for up to 4 cil. , lost spark for up to 8 cil.
Ignition coils : inductive with variable charge timing
Intake Air system : natural / forced
Signal Configurations : Many avaiable , other on request
Engine Speed : up to 12000 rpm |
CENTRALINE ALTERNATIVE PER MOTORI DA COMPETIZIONE
Programmazione Elettronica per motori da
competizione (per applicazioni Rally, Pista, Salita, Terra):
MoTec
Walbro TDD
Marelli Corse
EFI Tech.
Mec Tronik
Quali sono i vantaggi
nell'adottare una elettronica specifica racing invece di elaborare
l'impianto originale della vettura?
Approfondimento: il fenomeno del
wall-wetting, il cut-off e la risposta ai transitori
Il problema del deposito di benzina sulle
pareti dei collettori di aspirazione o wall wetting, con le sue
ripercussioni sull'erogazione di potenza, riguarda tutti i
moderni motori ad iniezione indiretta (Port Fuel Injection o PFI),
mentre non coinvolge quelli ad iniezione diretta (ad esempio
Mitsubishi GDI ed Audi FSI).
A
valle della farfalla, il condotto di aspirazione risente delle
variazioni di pressione dovute alle aperture e chiusure della
valvola a farfalla stessa - infatti è proprio variando questa
pressione in aspirazione che il pilota riesce a regolare la
potenza tramite l'acceleratore.
La benzina, nebulizzata tramite
iniettore nel tratto finale del condotto, risente quindi di
queste variazioni di pressione: ad ogni apertura di gas
(accelerazione):
-
la pressione nel condotto sale
- la benzina condensa e si deposita
sulle pareti invece di arrivare nel cilindro
- la carburazione risultante è troppo
magra
al contrario, ad ogni chiusura del gas
(rilascio):
-
la pressione nel condotto scende
- la benzina depositata in
precedenza sulle pareti evapora e giunge nel cilindro
- la carburazione risultante è
troppo ricca.
In passato, lo smagrimento in
accelerazione è stato affrontato sui carburatori con le
cosiddette pompe di ripresa, che ad ogni accelerata iniettavano
nel condotto benzina supplementare per ristabilire la corretta
proporzione aria/benzina. Nelle vetture moderne, questi
arricchimenti "indiscriminati" non sono più consentiti per
rispetto delle norme sulle emissioni inquinanti.
L'arricchimento in rilascio (fonte di
HC, idrocarburi incombusti allo scarico) non influenzando in
modo altrettanto pesante le prestazioni, è stato affrontato solo
con l'arrivo delle prime norme anti-inquinamento. Appositi
dispositivi, dapprima meccanico-pneumatici, poi elettronici,
rallentano la chiusura della farfalla in rilascio, dando modo al
motore di smaltire gradualmente l'eccesso di carburante
depositato sulle pareti.
Inoltre, i moderni motori stradali
applicano la strategia di cut-off, ovvero tagliano l'iniezione
in rilascio, per risparmiare carburante ed emissioni. In questo
modo, ad ogni rilascio la benzina depositata sulle pareti viene
gradualmente smaltita, fino alla prossima riapertura della
farfalla, che porterà un nuovo deposito di carburante nei
condotti.
La concomitanza di questi due fenomeni,
smagrimento in accelerazione e cut-off in rilascio, porta come
risultato una vettura che ad ogni accelerazione risponde in
ritardo, perchè non può arricchire adeguatamente la
carburazione, dovendo ogni volta passare da CUT-OFF (taglio
della benzina in rilascio) a OPEN LOOP(arricchimento di pieno
carico) con i ritardi tipici della gestione stradale, con la
necessità di riformare il deposito di benzina sulle pareti prima
di dare ai cilindri la corretta miscela aria/benzina.
In generale, si può dire che le
variazioni di regime sono le fasi più critiche ai fini delle
emissioni inquinanti, e quindi quelle più limitate dalle norme,
mentre sono le più importanti in corsa, dove il motore deve
rispondere prontamente alle richieste di potenza del pilota. Un
ritardo ad esempio di 1/10 di secondo su ogni ripresa in uscita
di curva può significare secondi persi all'arrivo di una prova
speciale.
Anche per questi aspetti, gli impianti
iniezione-accensione racing sono superiori, non sono vincolati a
normative e consentono di realizzare la gestione più efficace
delle fasi transitorie.

|
La gestione ottimizzata della carburazione
di base
le vetture stradali sono soggette alle
normative vigenti in materia di controllo delle emissioni
inquinanti (CO, CO2, HC, NOx). Per questo, ai carichi PARZIALI,
mantengono il rapporto Aria/Benzina (o Air to Fuel, A/F)
oscillante intorno a valori stechiometrici (A/F = 14.7/1)
controllando la carburazione tramite il sensore di ossigeno o
sonda LAMBDA.
Tramite questa tecnica, nota come
strategia CLOSED LOOP (ad anello di controllo chiuso),
l'elettronica innesca alternativamente nel catalizzatore le
reazioni chimiche di OSSIDAZIONE (in fase magra) e di RIDUZIONE
(in fase ricca) degli inquinanti, per il rispetto dei limiti di
legge.
Nelle vetture stradali, solo a pieno
carico la carburazione viene arricchita (strategia OPEN LOOP,
ovvero ad anello aperto) e solo dopo un certo tempo dalla
richiesta di potenza del pilota.
La carburazione stechiometrica, e il
continuo passaggio tra fasi CLOSED LOOP e OPEN LOOP non sono
certo adatte ad un motore ad alte prestazioni, che richiede al
contrario rapporti A/F sensibilmente ricchi in tutte le fasi di
guida.
Un moderato eccesso di carburante,
oltre a migliorare le prestazioni, rende più rapide le risposte
e raffredda gli organi interni (camera di combustione, valvole,
cielo del pistone ecc.), cosa molto utile alla protezione della
meccanica specialmente per i motori turbocompressi.
Infatti la benzina iniettata in eccesso
evapora in camera di scoppio, sottraendo calore e quindi
raffreddando l'ambiente (lo stesso fenomeno che ghiaccia le
bombole spray durante l'utilizzo), senza partecipare alla
combustione, in quanto non trova in camera l'ossigeno per
bruciare.
Un ulteriore vantaggio della
carburazione ricca è che allontana il pericolo di detonazione
(battito in testa). Si possono quindi adottare rapporti di
compressione ed anticipi di accensione più alti, a tutto
vantaggio delle prestazioni.
Nei motori esasperati quindi è
necessario abbandonare la gestione iniezione di tipo stradale,
ottima per le emissioni inquinanti, ma che rende il motore da
corsa poco potente, lento nella risposta e più soggetto a
guasti, e gli impianti iniezione-accensione racing permettono
proprio il controllo "senza vincoli" della carburazione.
Strategia Alfa-N per i motori aspirati ad
alte prestazioni
I motoristi che preparano un motore
aspirato ad alte prestazioni, superata la soglia dei 110/120 CV/litro
di potenza specifica, si trovano a fronteggiare immancabilmente
lo stesso problema: l'elettronica originale non riesce a gestire
l'iniezione, il motore è sempre troppo magro o troppo ricco, e
non sembra accorgersi degli interventi apportati sulle mappature.
Il problema nasce dalla natura stessa del
motore aspirato ad alta potenza specifica, che di norma presenta
queste caratteristiche:
-
condotti di aspirazione corti,
rettilinei e di grosso diametro
-
elevato angolo di ritardo chiusura
aspirazione
- elevato angolo di anticipo
apertura scarico
- fase di incrocio (ritardo chiusura
scarico-anticipo apertura aspirazione) molto ampia
- condotti di scarico accordati per
gli alti regimi.
In queste condizioni, ai regimi bassi e
medi, ovvero finchè non entra in gioco l'accordatura tra
condotti e fasatura distribuzione, il motore presenta
consistenti riflussi di misela aria-benzina che vengono
risospinti lungo il collettore di aspirazione, creando un flusso
di verso contrario rispetto a quello normale, che però non viene
misurato in maniera distinta dai sensori in aspirazione (Sensore
di Pressione Assoluta-APS o Misuratore Massa Aria-Flussometro).
Inoltre, a farfalla parzializzata, il
motore crea poca depressione nel condotto di aspirazione, pur
essendo l'alimentazione dei cilindri molto ridotta rispetto alle
condizioni di pieno carico.
Il risultato è che i sensori comunicano
alla centralina che la massa d'aria aspirata è grande, mentre di
fatto il riempimento cilindri è scarso. La centralina comanda di
iniettare benzina in proporzione, la carburazione è troppo
ricca, il motore risulta ingestibile a questi regime e carichi.
Se si prova a diminuire l'apporto di benzina, a carichi e regimi
superiori la carburazione risulta magra.
Una strategia per fronteggiare il
problema è quella di vincolare l'iniezione non più alla
pressione o massa aria in aspirazione, ma semplicemente
all'angolo di apertura farfalla (Alfa) che per questi motori
rappresenta molto meglio il grado di riempimento effettivo dei
cilindri. Il secondo parametro da portare in conto è, come
sempre, il numero di giri (N) e ne risulta la strategia di
gestione Alfa/N per l'iniezione, realizzabile solo con gli
impianti elettronici da competizione.
|
 |
 |
|