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INDIETRO COME FUNZIONA LA SOVRALIMENTAZIONE
CHIMICA? Certamente tutti conoscono il principio di
funzionamento del sistema di sovralimentazione mediante compressori o
turbine, che riassumeremo qui in breve. Con queste soluzioni si "spinge"
nella camera di combustione più miscela aria-benzina di quanta il motore
possa normalmente contenere (la quantità è data infatti dalla
cilindrata). Un motore aspirato lavora con la pressione di una
atmosfera (che è appunto quella atmosferica e che corrisponde a circa 1
bar), mentre con la sovralimentazione si possono ottenere pressioni
superiori. Il valore che viene indicato per stabilire l'entità della
modifica è la "sovrapressione" di alimentazione. Quest'ultima si va ad
aggiungere a quella già esistente e, nel caso di una sovrapressione di 1
bar, vuol dire che il propulsore opera con una pressione assoluta di circa
2 bar (che corrisponde all'incirca al doppio di un aspirato di identica
cilindrata). Introdurre più aria significa anche
immettere più ossigeno, e quindi si può bruciare più benzina. La
sovralimentazione chimica si ottiene anch'essa introducendo più
ossigeno, ma utilizzando un gas che ne contiene una quantità
superiore a quella contenuta nell'aria. Quest'ultima infatti
contiene solo un modesto 21% di ossigeno (in peso), mentre il protossido d'azoto
ne ha il 36.3%. Questo vantaggio permette di bruciare un notevole quantitativo
di carburante in più e la maggiore energia termica prodotta si traduce in un
ragguardevole incremento di potenza
La
centralina elettronica di gestione dell'immissione del
protossido.
La molecola di protossido d'azoto (N20),
noto anche come "gas esilarante", è composta da due atomi di azoto e da
uno di ossigeno che, in presenza di elevate temperature (quelle che si
hanno appunto nella camera di scoppio), si scindono, rendendo
immediatamente disponibile il "prezioso" ossigeno (O2). Più protossido si
inietta nei cilindri, più cavalli si ottengono dal propulsore (e questo
avviene a tutti i regimi di rotazione). Allora perché non immettiamo solo
ossigeno? La risposta è semplice (...), per motivi di sicurezza! Infatti
portarsi dietro l'ossigeno liquido in bombola è troppo pericoloso, è più
comodo utilizzare un gas che ne contenga "molto" e che abbia al contempo
un alto potere antidetonante, come appunto il protossido
d'azoto.
Una vista generale dei
componenti del kit d'iniezione del
protossido.
(...) Prelevato dalla bombola
l'N2O viene immesso nei condotti di aspirazione, a valle del
carburatore, tramite un iniettore, ancora in fase liquida ma sotto
forma di spray. Rapidamente la nebbiolina passa allo stato gassoso
sottraendo calore e rendendo più densa la carica da introdurre nei
cilindri. Alla miscela aria-benzina preparata del carburatore, a
questo punto, è necessario aggiungere ancora un bel po' di
carburante iniettandolo nei condotti. La
quantità di benzina deve essere superiore a quella richiesta da una
perfetta carburazione, in modo da garantire un buon raffreddamento interno
tale da scongiurarne la detonazione (sempre in agguato quando pressioni e
temperature sono elevate!). Per ottenere l'incremento di potenza richiesto
è sufficiente dosare la quantità di benzina e di protossido immessi nei
condotti di aspirazione agendo sui getti calibrati degli
iniettori.
GLI IMPIANTI E L'INSTALLAZIONE I kit realizzati su specifiche tecniche ed autorizzate
dall'americana NOS sono importati in Italia dalla ditta P&L di Busalla
(Genova) e sono adatti per vetture di piccola e media cilindrata. Questi
impianti si differenziano da quelli della NOS U.S.A. perché utilizzano
bombole omologate a norme italiane. Questo non vuol dire che in Italia
questi kit possono circolare liberamente, ma soltanto che è autorizzato il
riempimento delle bombole. I prodotti U.S.A., acquistati da rivenditori
non autorizzati non sono, per legge, ricaricabili in quanto non conformi
(per resistenza allo scoppio) alle normative italiane.
Le bombole distribuite con il kit NOS
della P&L sono della stessa marca (LUXFER), ma hanno spessore
doppio rispetto a quelle americane. Fate dunque attenzione, perché
possedere o ricaricare bombole con punzonatura "made in U.S.A."
sprovviste di omologazione è perseguibile dal codice penale e, in
caso di incidente, c'è la galera non solo per il proprietario della
vettura, ma anche per chi gli ha fornito e ricaricato la
bombola!
Il logo di riconoscimento della ditta
americana NOS
Quelle omologate per l'Italia sono facilmente
riconoscibili, dalla scritta in italiano che indica il nome del gas
"Protossido d'azoto" al posto di quella in inglese "Nitrous Oxide";
inoltre le bombole omologate sono predisposte per il montaggio di un
cappellotto filettato, recano la scritta "made in UK", ed il manettino
della valvola si trova al di sopra del corpo valvola anziché di fianco
come su quelle americane. Dopo queste doverose precisazioni passiamo ad
una breve descrizione dell'impianto. Il tubo di pescaggio preleva l'N2O in
fase liquida (è necessario disporre quindi la bombola seguendo precise
istruzioni), perché all'interno del contenitore il gas è presente sia in
forma liquida che gassosa. Man mano che il gas viene utilizzato,
all'interno del contenitore diminuisce il liquido ed aumenta il volume
occupato dal gas. Questo non provoca cali di pressione, a patto che la
temperatura resti costante. Infatti il protossido di azoto risente molto
delle variazioni di temperatura che provocano indesiderate variazioni di
pressione. Per ovviare a questo nconveniente (che causa un imperfetto
dosaggio della miscela), la P&L, in dotazione al kit NOS offre un
riscaldatore che garantisce una stabilità termica (e quindi la corretta
carburazione) anche quando cambiano le condizioni
climatiche. La bombola dove viene
contenuto il protossido in pressione
L'installazione del kit è
semplice e rapida grazie alle istruzioni allegate. Pochi sono i
ritocchi da effettuare sulla vettura, si va dal grado termico delle
candele, che deve essere più freddo, al ritocco dell'anticipo
(necessario in quanto si ha una diversa velocità di combustione). Il
protossido d'azoto può essere utilizzato anche sui motori a due
tempi e su quelli sovralimentati. Su questi ultimi, per evitare
problemi di affidabilità, è meglio sostituire la guarnizione della
testata utilizzandone una rinforzata. La capacità della bombola varia a
seconda del tipo di veicolo a cui è destinata, infatti i kit esistenti non
sono dedicati solo alle auto, ma anche alle moto, e possono essere
impiegati con successo anche su motoslitte e imbarcazioni! Nel kit
figurano naturalmente i doppi iniettori (gas-benzina), l'elettropompa
supplementare per la benzina, i filtri e l'interruttore che comanda
l'iniezione. Purtroppo non è possibile utilizzare continuamente la
sovralimentazione chimica, infatti la durata del gas contenuto nella
bombola è limitata (bisogna anche tenere in considerazione che l'impianto
lavora in condizioni di "acceleratore tutto aperto"). L'incremento di
potenza è comunque ottenibile a tutti i regimi, ma soltanto con pedale
dell'acceleratore pigiato a fondo. La superpotenza si ottiene o con
l'azionamento manuale (tramite pulsante), o con quello automatico, ma
soltanto per alcuni istanti. Questo "limite temporale" non ci deve trarre
in inganno, non è poi così tragico, visto che "l'iniezione di cavalli" è
sfruttabile in accelerazione, per un sorpasso, o per una bruciante
ripresa. Queste manovre vengono compiute in tempi brevi e, l'autonomia di
qualche minuto garantita dalle piccole bombole, è sufficiente per
togliersi "fior di soddisfazioni". Il prezzo indicativo di un kit NOS
della P&L è modesto, in considerazione dell'incremento di potenza
ottenibile (normalmente 30-40%) e si aggira tra gli 1,5 ed i 2 milioni.
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